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venerdì, aprile 30, 2004
Come fermare il deficit?
Secondo l'esecutivo di Bruxelles l'Italia rischia di superare uno degli elementi-chiave del Patto di Stabilità : il 3% del rapporto deficit-Pil. Si prevede che entro il 2004 si raggiungerà la percentuale del 3,2 % per cui scatterà l'avvertimento preventivo che i Ministri della UE dovrebbero esaminare già nella prossima riunione dell' 11 Maggio.
Il Commissario degli Affari Economici, Almunia ( succesore di Pedro Solbes), spera che l'Italia si adeguerà alle raccomandazioni della Commissione. Questo meccanismo si chiama Early Warning che è stato confermato da Romano Prodi. Esso funziona in questo modo: si fanno i conti e si supera il 3% si lancia un ammonimento anticipato. Se il paese prende le misure necessarie questo provvedimento non diventa una sanzione, altrimenti si va avanti.
L'Early Warning contiene anche tre richieste sulle quali si dovrà pronunciare l 'Ecofin. La prima riguarda una manovra aggiuntiva dell' 0,5% del Pil già nel 2004. La seconda richiesta è la riduzione del deficit strutturale dell' 0,5% a partire dal 2005. La terza richiesta è l'accellerazione del debito che rappresenta il 106% del Pil e che desta particolare preoccupazione.
Tania Limpido V a
venerdì, aprile 23, 2004
Violazione della libertà di espressione e di informazione in Europa?

E' questa la notizia di rilievo (a parte le tristissime vicende legate alla guerra) sui mass media di ieri e di oggi.
Si tratta di un rapporto preliminare approvato dal Parlamento di Strasburgo (Commissione per le libertà e i diritti), che riguarda un gruppo di otto Paesi (Italia, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Polonia, Svezia e Regno Unito) e anticipa la presentazione dello relazione finale, prevista per giugno, in cui figureranno le conclusioni basate sulla situazione nei 25 Stati membri, accompagnate da raccomandazioni complete.
Così recita il rapporto ieri approvato dal parlamento di Strasburgo per quanto concerne il nostro Paese:
«Sulla base di inchieste approfondite già effettuate da agenzie indipendenti, anche in seno all'Unione europea, da cui sono derivate numerose pronunce di organizzazioni internazionali, autorità nazionali e del Parlamento europeo stesso ignorate dal governo italiano», «potrebbero sussistere rischi di violazione grave e persistente del diritto alla libertà di espressione e di informazione in Italia».
Il parlamento europeo basa le sue considerazioni su:
- tasso di concentrazione del mercato audiovisivo italiano - è il più elevato in Europa ed è caratterizzato dal duopolio tra RAI e Mediaset, che raccolgono il 96,8% delle risorse pubblicitarie. Si «prende atto del fatto che in Italia da decenni il sistema radiotelevisivo opera in una situazione di assenza di legalità »«di fronte alla quale il concorso del legislatore ordinario e delle istituzioni preposte è risultato incapace del ritorno ad un regime legale». RAI e Mediaset continuano a controllare ciascuna tre emittenti televisive analogiche terrestri, nonostante la sentenza della Corte costituzionale del 1994.
- il conflitto d'interessi - «il sistema italiano presenta un'anomalia dovuta a una combinazione unica di poteri economico, politico e mediatico nelle mani di un solo uomo, l'attuale Presidente del Consiglio dei Ministri italiano, e al fatto che il governo italiano è, direttamente o indirettamente, in controllo di tutti i canali televisivi nazionali».
- ingerenze sui mass media - «le ripetute e documentate ingerenze, pressioni e censure governative nell'organigramma e nella programmazione del servizio televisivo pubblico Rai», con esplicito riferimento all'allontanamento di Biagi, Santoro e Luttazzi, a seguito di una richiesta del Presidente del Consiglio nell'aprile 2002 e alle pressioni su altri media, vedi dimissioni del direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli.
I parlamentari europei si dicono, inoltre, preoccupati che l'anomalia italiana possa contaggiare altri Paesi europei rilevando altresì, singoli episodi sintomatici, per esempio, in Francia e Spagna.
E' interessante, a questo punto, approfondire sui rimedi suggeriti ai governi (in particolare al nostro) dai competenti organismi europei, o da giuristi esperti di diritto pubblico.
Per saperne di più:
www.europarl.eu.int/home/default_it.htm
post su: legge Gasparri in questo blog
Reporters sans frontière: libertà di stampa
mercoledì, aprile 07, 2004

7 aprile io ci provo!
Giornata Mondiale della Salute dedicata alla sicurezza stradale.
Per saperne di più
venerdì, aprile 02, 2004
Scuola, cresce il divario tra nord e sud
Dalla tesi di una ricerca che lo SVIMEZ (Centro Studi per lo sviluppo del Mezzogiorno) ha presentato a Roma su un' analisi territoriale dei percorsi scolastici e formativi, si è scoperto che più scuola corrisponde a più occupazione. Il Sud è cresciuto negli ultimi anni ma è cresciuto ancora di più il Centro-Nord, per cui il divario tra Nord e Sud è aumentato.
La lotta all'abbandono scolastico sta dando i suoi frutti anche se nelle isole maggiori si abbandona la scuoladue volte in più rispetto alle Marche e all'Umbria. Nel Sud su 1000 ragazzi soltanto 354 si iscrivono all'Università e soltanto una parte arriva alla fine. Inoltre i ragazzi del Sud preferiscono avviarsi verso studi umanistici che trovano poco spazio nel campo del lavoro.
Molti di questi preferiscono cercare il lavoro nel Nord. Le cause sono da addebbitare alla situazione delle strutture scolastiche del Mezzogiorno che spesso sono carenti di laboratori, biblioteche, palestre e computer. Certamente i finanziamenti sono scarsi, ma molto è dovuto alla cattiva amministrazione.
E con la Devolution il divario crescerà ancora di più??!!!!.....
Tania Limpido
giovedì, aprile 01, 2004

Il Rebubs del Governo: favorire i ricchi o i ceti medi.
Nelle ultime settimane, si sente parlare spesso di "tagli" di aliquote IRPEF (Imposta sul reddito delle Persone Fisiche).
E' necessaria al Governo una tale riforma, così ecclatante? Forse per presentarsi meglio alle elezioni!
Questi gli attuali scaglioni IRPEF:
- 23% per i redditi fino € 15.000
- 29% oltre 15.000 fino a € 29.000
- 31% oltre 29.000 fino a € 32.600
- 39% oltre 32.600 fino a € 70.000
- 45%.oltre € 70.000
Le aliquote annunciate dal Governo sarebbero solo due:
- 23% per i redditi fino a € 100.000 l'anno;
- 33% per i redditi oltre i € 100.000 l'anno.
Sembra alquanto assurdo, voglio dire, agevolare di gran lunga i redditi miliardari, non mi sembra una riforma equa.
Il vero problema è chi dovrà guadagnarci, se da un lato vi è Berlusconi che vorrebbe tutelare le classi dei ricchi; dall'altra c'e Fini che mira alla tutela dei ceti medi.
Certo l'approvazione di tale riforma avrà un inevitabile impatto con le classi meno agiate, poichè da come si evince, questo tipo di sistema risulta più vantaggioso per chi guadagna di più!
Per capire meglio, proviamo a trasferire sul sistema attuale le nuove aliquote. Per esempio: su un reddito di € 15.000 si risparmiano € 662 l'anno; addirittura € 16.112 per un reddito di € 120.000 !
Ma insomma... se vengono privelegiati i ceti ricchi, non vedo il perchè non si possa trovare una "soluzione" per far sì che le classi meno ambienti possano in qualche modo essere agevolate! Altrimenti il diritto di eguaglianza è puramente teorico!
Davide Calabrese & Laura Rossitto
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