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lunedì, dicembre 20, 2004
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REGALIAMO LA SPERANZA DI UN DIRITTO
Questo natale sarebbe bello impegnarsi per qualcosa di più duraturo del tradizionale dono.
Un dono possiamo anche farlo, e chi forse non se lo aspetta riceverà un momento di gioia. Ma se insieme a questo facciamo la scelta di “adottare un diritto” e contribuire insieme a tanti altri a lottare perché sia operante per tutti, avremmo contribuito non solo ad un momento di gioia ma ad una crescita umana e civile della società.
Possiamo scegliere il nostro diritto tra tanti, basta scorrere la Carta dei diritti universali dell’uomo, se vogliamo dare un respiro internazionale alla nostra scelta, oppure soffermarci su diritti che reclamano attuazione o, una giusta attuazione, nel nostro Paese. Ci sarà già sicuramente un’associazione o un movimento di riferimento, potremmo entrare a farne parte in modo attivo o seguirne, supportarne, divulgarne l’attività.
Per esempio:
Amnesty international che vigila sul rispetto della Carta dei diritti dell’uomo;
Amnesty azione donne per la tutela dei diritti delle donne;
Amnesty per i diritti dei bambini (sfoglia la Convenzione internazionale sui diritti dei bambini) e Telefono azzurro ;
Emergency, e Medici senza frontiere che cercano di garantire anche nei posti più pericolosi il diritto alla salute;
Coalizione italiana contro la pena di morte;
Cittadinanza attiva, un’associazione italiana che lotta per i diritti dei cittadini: diritti del malato, dei consumatori, degli operatori della scuola a una scuola più sicura, per la diffusione di una cultura d’impresa fatta anche di responsabilità sociale, ecc.
Un ponte per… che tutti conosciamo per la recente vicenda che ha coinvolto in Iraq due sue volontarie;
Le associazioni della rete Lilliput che si attivano in ambiti che vanno dall’economia solidale all’ambiente, al commercio mondiale, al controllo della proliferazione delle armi ecc.;
E’ un’idea…, Buon Natale a tutti!
lunedì, dicembre 06, 2004
I GIOVANI IN ITALIA

Nel nostro paese ci sono due milioni di bambini poveri soprattutto nel sud, nonostante l'Italia sia uno dei paesi più industrializzati. Il fatto è che non si è soli in Europa, l' Italia si piazza al quarto posto preceduta da Gran Bretagna, Portogallo e Spagna. Aumentano tanto le violenze sessuali, le scomparse dei bambini, spesso vittime di traffico d'organi; e le regioni più colpite sono Lombardia, Lazio e Campania. Ma chi sopravvive non se la passa molto meglio perchè sono in aumento anche i comportamenti suicidi tra gli adolescenti; e in questo spesso anche la famiglia e la scuola sono assenti. I giovani aspirano all'indipendenza, usano la televisione per formarsi un'idea politica, e già dall'età di sette anni posseggono il cellulare. Vi è stato anche un'aumento del consumo di droghe tra gli adolescenti, i ragazzi tra i dodici e i diciannove anni sono già entrati in contatto con sostanze stupefacenti, un ragazzo su quattro fa uso di alcolici. Il 20 Novembre c'è stata la giornata dell'infanzia per richiamare l'attenzione alla protezione dei diritti dell'infanzia e la Convenzione ha introdotto per la prima volta l'idea del bambino come soggetto di diritti invece di soggetto di tutela e protezione. Ma ci sarà ancora tanto da fare per evitare miseria, sfruttamento sessuale e guerra.
mercoledì, dicembre 01, 2004
I problemi dell'export dell' Italia.
(dal sole 24ore dell' 1/12/04)

Dal 1995 in poi, l'Italia ha perso terreno rispetto agli altri mercati mondiali, con cifre considerevoli che testimoniano la mancata crescita del PIL e posti di lavoro in meno. Per il calcolo di tali cifre, non si tiene conto di effetti indiretti, che in ogni caso ci fanno capire quanta ricchezza è stata buttata al vento. Nonostante una parte del calo sarebbe riconducibile a condizioni fisiologiche, quali l'arricchimento di altre nazioni, non è questo un fatto determinante. Secondo la stima di aumento del nostro PIL, nel 2005-2006, l'incremento dovrebbe essere intorno all'1,9%. Ma sebbene le prospettive dell'economia del Paese fanno pensare ad una prossima fase di espansione, nella realtà si verifica tutto il contrario. La causa principale di questo, sono anni di bassi investimenti, e comunque somme destinate a capannoni e macchinari piuttosto che a infrastrutture più efficienti. A questo punto, per il rilancio dell'economia, occorre ricominciare a investire.
Ilenia Vella e Monica Russo VC
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