L'attualità giuridico-economica

   Raccolta cronologica di news dell'attualità giuridica ed economica italiana ed europea - Progetto "Il quotidiano in classe" a cura della Prof.ssa Lia Alberti


 


Scuolacome...insegnare diritto ed economia
Il nostro blog "Best practice" in Gold - Indire
link
1.Stampa: testate
2.Stampa: rassegna
blogdidattici di Mtb
Blogtools
Classe virtuale bd
Ein fortic di M. Paletta
Il Mappamondo
Il Pianeta giovani dell'ITC Rizza
Sito dell'istituto "A. Rizza"
Sulla guerra penso che...
Un ponte per...
blog archivio
oggi
novembre 2009
aprile 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
ottobre 2008
aprile 2008
marzo 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
giugno 2007
aprile 2007
marzo 2007
gennaio 2007
novembre 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
I post per categoria
ambiente
cooperazione internazionale
economia
istituzioni
l informazione
la pace
la società italiana
lavoro
scuola
unione europea
contatore di visite
blog letto *loading* volte
Il blog di Beppe Grillo
Non poteva mancare
nella panoramica dei blog
la satira gustosa e pungente
di Beppe Grillo che
ci spiega politica ed
economia modo suo
Iniziativa Parlamento pulito

Basta! Parlamento pulito
Hanno detto
La grandezza di un popolo è data
dalla qualità della sua classe
dirigente.
La decadenza di un popolo
è data dalla nequizia
della sua classe dirigente
Prof. Domenico Fisichella
7/12/04 Ballarò

La cultura non dipende
dalla quantità di libri
che si sono letti, ma
è un modo di stare al mondo.
Anonimo

...aiutaci a dividere i beni
con chi nel mondo ne ha bisogno,
fai si che non ci si rassegni
ad essere felici da soli...
da una preghiera a S. Lucia
Siracusa, 13/12/04

Esporre un essere umano
alla guerra, fargli fare quella
esperienza, è esso stesso un crimine
contro l'umanità. Perchè
non c'è dubbio che si perde
umanità. Non si cambia
in meglio, nella maggior parte
dei casi. Con la guerra
molti esseri umani muoiono
restano feriti o mutilati
, poveri, miseri. Si genera
sempre, come pesante eredità
un carico di aggressività,
di odio di voglia di rivincita,
di disponibilità all'uso della forza
G. Strada (chirurgo e fondatore di Emergency)

Un uomo intelligente
a volte dà al mondo più di
quanto riceve, uno furbo
cerca di prendere il più
possibile e dare in cambio il
minimo indispensabile
G. Falletti in "Io uccido"

Ho passato tutta la
mia vita nell'atroce
dubbio di non essere
all'altezza di insegnare.
N. Bobbio


sabato, maggio 28, 2005
 

 

ENERGIA 10.000

 Fin dall’antichità l’uomo, per poter svolgere le proprie attività economiche e domestiche, ha ricercato,  reperito e sfruttato l’energia che ha potuto prelevare dall’ambiente circostante. Di pari passo con l’evoluzione della tecnologia, nel corso della storia, la crescita e la diversificazione delle esigenze energetiche degli esseri umani ha portato gli stessi ad investire tempo e risorse in una ricerca tecnologica sempre più avanzata finalizzata alla scoperta-invenzione di nuove fonti energetiche e di metodologie tecniche per produrle ed utilizzarle.

Dapprima il fuoco. Casualità, errore o tentativi continui non si sa. In qualche modo l’Homo Sapiens è riuscito a strappare alla natura il prezioso segreto che gli ha permesso di cuocere i cibi, di sperimentare la manifattura dell’argilla e dei metalli, di difendersi dagli animali selvatici, accendendo così la piccola scintilla della tecnologia che nei millenni successivi ha acceso le menti degli scienziati. È grazie a loro se oggi esistono gli aerei, le previsioni del tempo, la cerniera lampo e il P.C. dal quale sto scrivendo. 

Col passare dei secoli, l’invenzione di macchinari da lavoro (prima artigianale poi industriale e infine domestico), che oggigiorno ci circondano in qualunque nostra attività quotidiana, ha moltiplicato l’esigenza dell’uomo di approvvigionarsi dell’energia necessaria a mettere in moto la propria vita.

 Noi abitanti dei paesi industrializzati del 2005 viviamo immersi nella tecnologia. Le nostre case sono costellate di frigoriferi, televisori,lavatrici, piccoli elettrodomestici, impianti di riproduzione Audio e Video. I computers riempiono i posti di lavoro di qualunque settore, ed i telefonini cellulari sono ormai un’appendice del nostro corpo.

La scienza e la tecnologia nel loro evolversi non hanno però tenuto conto dell’enorme aumento demografico dovuto al “benessere tecnologico” e ai gravi problemi di reperimento, trasformazione ed utilizzo delle risorse che ne sarebbero derivati.

 Nonostante gli enormi passi avanti della tecnologia, soprattutto nel XX secolo, infatti, l’umanità si trova oggi di fronte ad enormi problemi economici ed ambientali derivanti da una cattiva gestione passata e presente delle risorse naturali, volta allo sfrenato sfruttamento delle stesse finalizzato strettamente alla produzione di ricchezza.

 Eppure non sono mai mancate le conoscenze. Non è mai mancata l’informazione preventiva. È estremamente demoralizzante pensare che già nel 1° secolo dopo Cristo gli “scienziati” notarono che nella città di Londra il Fumo che fuoriusciva dai caminetti a legna creava, in inverno, una notevole cappa di aria “sporca”. Le morti per polmonite e bronchite (che in assenza di conoscenze mediche venivano riconosciute semplicemente come tosse) erano di molto superiori rispetto a quelle dei paesini Inglesi. Inoltre, nelle zone limitrofe la città, un tipo particolare di farfalla di colore tipicamente chiaro, che per sfuggire ai predatori si mimetizzava sulle altrettanto chiare cortecce degli alberi di Rovere, rischiò l’estinzione, lasciando posto ad una sua cugina dalle stesse caratteristiche fisiche ma dal colore nero, che fece dei tronchi di Rovere oramai ricoperti di fuliggine il proprio ambiente mimetico ideale.

 Ci si accorse che quel fumo proveniente dai caminetti non svaniva nell’aria come si era creduto fino a quel momento, ma che in qualche modo rimaneva nell’ambiente modificandolo. La sete di potere e la mostruosa presunzione derivante dall’ignoranza umana hanno poi portato a deridere ogni denuncia che gli scienziati esponevano nei confronti degli eventuali rischi che la diffusione globale di ogni nuova invenzione o scoperta avrebbe comportato. Vennero derisi coloro i quali si opposero al nucleare. Vennero derisi coloro i quali alla fine del XIX secolo allarmavano la popolazione sostenendo che la combustione di carburante fossile con la conseguente immissione nell’atmosfera di anidride carbonica, idrocarburi, metalli pesanti, zolfo e polveri volatili avrebbe portato ad un effetto “serra” e ad un innalzamento della temperatura globale. Vengono derisi, o addirittura impossibilitati a diffondere la propria opinione, coloro i quali credono fermamente nella possibilità dell’utilizzo dell’energia derivante dalle biomasse o dalla combustione di oli vegetali, fonti rinnovabili e per niente inquinanti.

 Ma, infondo, non ci si deve stupire nella constatazione della mediocrità dell’essere umano. Veniva criticato Galileo quando sosteneva le teorie eliocentriche. Veniva criticato Darwin quando parlava di evoluzione della specie. Venne criticato e persino ucciso Gesù quando parlava di amore di pace e di carità.

 Sociologia storica a parte, e ben noto che, grazie a iniziative e scoperte relativamente recenti, è possibile una conversione globale dell’energia che viene ricavata dal petrolio in energia pulita. Per “pulita” si intende l’energia ricavata da fonti rinnovabili e il cui ciclo (reperimento, trasformazione e consumo) non provochi danni all’ambiente né produca residui o scorie  tossiche o non biodegradabili.

 Infiniti sono i tentativi e le proposte, delle singole persone e delle organizzazioni non governative, volti ad una riconversione dell’energia, mirata all’arresto dell’inquinamento e ad un sano razionamento delle risorse che, continuando di questo passo, rischiano di esaurirsi.

 L’ inquinamento, inoltre sta portando ad un sempre accelerante mutamento del clima.   Gli stravolgimenti climatici  causati dall’effetto serra dovuto all’immissione nell’atmosfera di anidride carbonica si sono fatti nettamente più tangibili durante la 2^ metà del XX secolo:aumento spropositato dei tornado negli USA centrali, desertificazione, siccità in Africa, scioglimento dei ghiacciai in Groenlandia, Patagonia e oceano Artico(-40% negli ultimi 50 anni) con conseguente innalzamento del livello del mare (35 cm nell’ultimo secolo), aumento delle alluvioni nelle zone a clima continentale, e “tropicalizzazione” del clima delle zone temperate (bacino del Mediterraneo). Stravolgimenti su stravolgimenti. Tra i tanti, il problema più urgente è sicuramente quello del livello del mare. I ghiacciai si sciolgono costantemente riversando nel mare l’acqua. Minori ghiacciai vuol dire minori riserve d’acqua in estate, più piogge e più alluvioni. I dati parlano chiaramente: solamente nel parco nazionale del Nevada il numero di ghiacciai perenni è sceso dai 150 del 1850 ai 50 del 1996. Di questo passo entro il 2050 spariranno i rimanenti 50, così come quelli alpini e di buona parte di quelli degli Urali, del Caucaso, delle Ande. Stando alle prospettive dei climatologi entro il 2050 la calotta polare artica sparirà durante il periodo estivo e il livello del mare rischia di salire da un minimo sperato di un metro, ad un massimo temuto di sette metri. Le città costiere rischiano di scomparire inghiottite dall’avanzata dell’acqua. Le zone depresse periferiche alle coste potrebbero diventare laghi salati, modificando il paesaggio e, con il tasso di umidità, andare a modificare ulteriormente il clima.

 Negli ultimi anni svariati accordi internazionali sono stati stipulati allo scopo di risolvere i problemi energetici e climatici. Il più importanti di questi è sicuramente i protocollo di Kyoto, che prevede una riduzione dei “gas serra”, entro il 2012, del 6% rispetto ai valori relativi al 1990. Ad ogni stato,inoltre, sono assegnate, proporzionalmente alla vastità del territorio e alla popolazione, delle quote di gas massime da emettere ogni anno. Le quote saranno cedibili così da poter essere vendute dagli stati che emettono meno gas del dovuto a quelli che non riescono a mantenere basse le immissioni. Così facendo non si pongono dei limiti troppo restrittivi ad ogni singolo stato, e allo stesso tempo sarà possibile tenere sotto controllo la situazione a livello globale. Tutto funzionerebbe come previsto se gli USA (responsabili del 40% circa della produzione mondiale di gas) non rifiutassero di firmare il trattato, lamentando i conseguenti danni all’economia nazionale.

  Riconversione della politica energetica, o priorità all’economia?

 Come è facile dedurre, l’intoppo è sempre creato da motivi economici. Problematiche economiche che non riguardano la collettività, bensì quell’elite di persone ricche dalle quali siamo ahimè governati. Le legislazioni attuate dalla classe dirigente non operano quasi mai a favore della stragrande maggioranza della popolazione, ma spesso, soprattutto negli USA, sono costruite appositamente attorno alle esigenze dei ricchi industriali  i quali, in maniera occulta, sostengono finanziariamente le campagne elettorali dei rappresentanti dei partiti liberali.

 Il problema dell’energia è allora indirettamente un problema politico?...Si. Le tecniche e le tecnologie che servirebbero per la riconversione dell’energia  esistono. Siamo circondati da energia: eolica, solare, delle maree, dalle biomasse. È perfettamente inutile che la scienza si prodighi ulteriormente verso la ricerca di nuove fonti di energia, quando poi gli stati non si impegnano a ridisegnare la propria politica energetica.

 Purtroppo finché saranno i signori dell’industria a governare, nessuno andrà mai a smantellare il sistema industriale basato principalmente sullo sfruttamento del petrolio. Purtroppo finché i popoli ignoranti voteranno ancora la sicurezza e la disciplina ci sarà bisogno di qualcuno che bussi alle loro porte per gridare ancora più forte: “provate pure a credervi assolti, siete per sempre coinvolti”

 Citando alcuni pensieri in materia: una volta, un anziano capo indiano d’America, osservando impotente la distruzione dell’ambiente e l’assenza di rispetto da parte degli uomini occidentali nei confronti dell’ecosistema disse: “quando l’ultimo mare sarà inquinato, l’ultimo albero sarà tagliato, l’ultima sorgente sarà avvelenata, l’ultimo pesce sarà pescato e l’ultimo bufalo sarà ucciso, allora e solamente allora si accorgeranno che non si possono mangiare, bere né respirare soldi”. Un giorno Beppe Grillo ha detto: “hooo! Ma ci vogliamo svegliare! L’età della pietra è finita, ma non perché sono finite le pietre! Vogliamo finirla col petrolio?! Evolviamoci!!!

 Lessico ed atteggiamento diverso, ma comune ripudio verso lo stesso problema.

 Capo indiano o Satirico italiano non importa. Quel che conta è impegnarsi attivamente al fine di educare le generazioni future al rispetto più assoluto della natura, sia in quanto fonte delle risorse energetiche a noi necessarie, sia in quanto entità personale detentrice dei diritti che vengono garantiti ad ogni essere umano, e per la cui garanzia ci sentiamo tanto “diversi” dagli animali.

Alessio Campisi 5^d

scritto da camale | 19:52 | commenti | Torna su


lunedì, maggio 23, 2005
 

CLEMENTINA LIBERA SUBITO!

Ha ragione il nostro amico Marco quando dice che corriamo il rischio di assuefarci  ad un mondo di violenza e di terrore.... Per questa ragazza poche parole sono state spese, poche le iniziative del mondo pacifista e non credo solo perchè appartiene ad un'organizzazione indipendente, ma  anche proprio per stanchezza... per la delusione che la morte di Nicola Calipari ha lasciato in tutti noi, una specie di impotenza....

Ma eccoci pronti ad accogliere l'invito...   "Forse non servirà a nulla, ma non essendo in grado di organizzare una
manifestazione almeno creiamo una catena uman-blog per quella ragazza".

CLEMENTINA SIAMO CON TE


 

scritto da lialberti | 00:50 | commenti | Torna su


giovedì, maggio 05, 2005
 

L'IRAP nel programma del governo Berlusconi-bis

L'Irap, l'imposta regionale sulle attività produttive è al centro del dibattito di questi giorni.
Introdotta con l'obiettivo di contribuire a rafforzare l'autonomia di bilancio delle regioni attribuendo ad esse un tributo di notevole consistenza, essa ha finito col gravare sul costo del lavoro ed oggi è un freno alla ripresa dell'economia , per giunta anche la commissione europea ci chiede di eliminarla.
Nel programma del Governo Berlusconi-bis si parla di diminuire l'Irap in tre anni di 12 miliardi. E' questo, infatti, uno dei tre punti del programma con il quale il nuovo esecutivo si presenta per avere la fiducia. Questi gli altri 2 punti:
- agevolare la capacità di spesa delle famiglie;
-
migliorare la competitività delle imprese e rilanciare il Mezzogiorno.
Ma il premier non rinuncia, soprattutto, a condurre in porto le riforme a cominciare da quelle istituzionali.
Per ridare il potere d'acquisto alle famiglie il Premier suggerisce deduzioni fiscali oltre l'immediato rinnovo del contratto del pubblico impiego e dei medici e un'azione attiva perchè vengano siglati i contratti privati in scadenza.
Per le imprese l'obiettivo è approvare il decreto di competitività all'esame del Senato. Oltre a questo c'è l'impegno ribadito ad abolire l'Irap sul lavoro per un importo di 12 miliardi di € in tre anni. Per il Mezzogiorno Berlusconi cita i 22,5 miliardi in conto capitale disponibili, l'avvio del fondo rotativo che consenta nuovi crediti bancari, l'introduzione di strumenti di fiscalità a vantaggio delle imprese e l'accelerazione per le opere infrastrutturali.
Nell'agenda del nuovo governo non può, inoltre mancare il risanamento dei conti pubblici.

scritto da mpeppe1 | 10:41 | commenti | Torna su