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sabato, marzo 11, 2006
A PARIGI GLI STUDENTI PROTESTANO
La Sorbona è occupata e questo non accadeva dal maggio '68.

Il corriere della sera di oggi parla dell'accademia della Sorbona situata a Parigi che è stata occupata dagli studenti.
C'è una differenza sostanziale tra il '68 e oggi. E' che allora gli studenti, finita l'università trovavano subito un lavoro; adesso gli studenti protestano contro il CPE (contratto di primo impiego) voluto dal Premier Villepin per facilitare l'ingresso ai giovani nel mondo del lavoro. Secondo la norma approvata, gli imprenditori possono assumere ragazzi fino a 26anni e possono licenziarli in ogni momento senza offrire alcuna giustificazione.
Penso che il motivo della protesta che si sta svolgendo a Parigi, sia un problema di tutti i ragazzi d'Europa, nella società di oggi, ormai, trovare un lavoro subito dopo gli studi è diventato veramente difficile.
sabato, febbraio 18, 2006
" Vietato lamentarsi per contratto "
L'azienda che impone la felicità
Nella piccola e vivace azienda di software, la " Nutzwerk " , chi viene assunto firma una clausola che recita testualmente: " Lamentarsi e criticare a Netzwerk è proibito " . Chi non si adegua, durante l'orario e sul luogo di lavoro, nel rapporto con colleghi, clienti e ospiti rischia il licenziamento. Questo metodo è stato elaborato dall'imprenditrice Ramona Wonneberger, quarantaduenne, proprietaria e top manager dell'azienda. La donna è convinta che " l'energia negativa " trasmessa da chi è spesso di cattivo umore, contagi gli altri e sia un freno notevole alla produttività. Un' impresa dove i dipendenti sono sempre arrabbiati o si lamentano del tutto non ha alcuna chance di successo. Chi è di cattivo umore rischia di non concentrarsi sulle cose che si dovrebbero fare. Secondo il mio parere, questa è un' ottima idea per abolire la negatività nei vari uffici... ma non bisogna esagerare!!
Voi cosa ne pensate?
mercoledì, aprile 13, 2005
IL SUPER BONUS:
INCENTIVO A FAVORE DEL RINVIO DEL TRATTAMENTO D’ANZIANITA’
La riforma Maroni prevede che coloro che scelgono di rimanere al lavoro, nonostante abbiano maturato il diritto alla pensione, ottengano un aumento esentasse in busta paga pari al 32,7% dello stipendio lordo.
L’importo del superbonus, non verrà conteggiato ai fini pensionistici.
I requisiti per accedere al super bonus sono:
1) maturare o raggiungere i requisiti per la pensione di anzianità nell’anno 2004/2005, ossia trentacinque anni di contributi e almeno cinquantasette anni di età, o trentotto anni di contributi indipendentemente dall’età.
2) nell’anno 2006/2007 35 anni di contributi e almeno 57 anni di età, o 39 anni di contributi indipendentemente dall’età.
NON HANNO DIRITTO AL BONUS
1) I lavoratori dipendenti di:
a) Stato
b) Province, Comuni, comunità montane
c) Università
d) Istituti autonomi case popolari
e) Camere di commercio
f) Lavoratori impiagati all’Asl
g) Lavoratori dell’ Ufficio dell’ Entrate
h) Autorità indipendenti e Banca d’Italia
i) Lavoratori iscritti all’Inpdap e IPOST (assicurazione Generale obbligatoria)
Possono però accedere i dipendenti di enti pubblici con contratto privatistico.
Ma come devono essere considerati quei lavoratori di aziende di norma private (perché divenute SPA) ma di fatto pubbliche in quanto di proprietà dello Stato o delle amministrazioni locali?
Devono essere considerati pubblici o privati?
Le FS dello stato sono SPA di proprietà dello stato il contratto di lavoro ha natura privatistica la gestione pensionistica obbligatoria è stata trasferita all’INPS; ma è il tesoro coprire il disavanzo.
La lettera del ministro indica esplicitamente le ferrovie come esempio di approvazione del bonus, ma lascia un margine di incertezza. Ad avviso del gruppo FS, avendo il loro Fondo speciale carattere esclusivo, ai dipendenti iscritti non sono applicabili le regole dell’incentivo. Ma non tutti i dipendenti delle ferrovie hanno uguale trattamento, alcuni di loro con differenti appartenenze pensionistiche, possono, secondo l’azienda , avvalersi del diritto al rinvio con evidenti differenze di trattamento. Si pensi che, nel caso della azienda ex –municipalizzate, i lavoratori che a suo tempo optarono per restare iscritti all’INPDAP, non hanno la facoltà di ottenere l’incentivo restando al lavoro, mentre quelli che scelsero l’INPS possono farlo.
Le categorie interessate sono :
1) Industria
2) Credito e commercio 35.7%
3) Artigianato ed enti pubblici 2%
4) Agricoltura 0.32%
RISPARMI ATTESI
Le casse dell'INPS stimano minor uscite nella misura di 1,3 miliardi in termini di pensione fino al 2007 il super bonus è quindi un incentivo a favore del rinvio del trattamento di anzianità .
I dati relativi alla domanda per usufruire di tale incentivo sono sconfortanti: infatti del bonus fiscale e contributivo usufruiscono in maggioranza i lavoratori maschili residenti al nord, in prevalenza impiegati. Da indagine tali soggetti sarebbero occupati nell’industria e percepirebbero redditi medi – alti ed elevati. Tali lavoratori sarebbero già premiati da un altro dividendo: il calcolo col metodo retributivo che, rispetto alla vita residua al pensionamento regala a quanti vanno in quiescenza anticipata da ora al 2007 un certo numero di anni non coperti dal montante contributivo versato.
Francesco Quadarella
lunedì, febbraio 14, 2005
Francia: dibattito sulla legge Aubry
E' all’esame dell’assemblea nazionale francese la riforma delle 35 ore lavorative che porta il nome dell’ex ministro del lavoro Martine Aubry. “Lavorare meno, lavorare tutti” questo l’obiettivo della riforma. Oggi si vogliono introdurre dei correttivi che di fatto potrebbero prolungare la durata dell’ora lavorativa settimanale. La legge Aubry infatti, nei suoi primi anni di applicazione, da un lato ha permesso miglioramenti della qualità della vita, concedendo più tempo libero e un servizio pubblico più efficiente e, perciò modificando i comportamenti sociali e la mentalità collettiva del Paese, dall’altro ha creato forti disparità di trattamento soprattutto nelle piccole imprese, dove tale legge non è stata ancora applicata.
Non mancano oggi, comunque, gli ambiti in cui si sta diffondendo il motto “lavorare di più per guadagnare di più”.
Dunque è in atto una ”riforma della riforma” che potrebbe suonare come un piccolo passo indietro di un rinnovamento travolto dai costi sociali, dalle pressioni degli industriali e da una mancata riduzione delle disoccupazione.
Nello scenario politico la legge Aubry ha diviso gli animi, divenendo quasi una specie di totem.
Da un lato la sinistra vorrebbe difenderlo a tutti i costi, dall’altro la destra, dopo aver riscoperto i valori d’impresa e di profitto, punta ad infrangere il totem e a dar un forte segnale all’Europa ed ai mercati internazionali. Dello stesso avviso è poi la confindustria francese, il Medef, convinta del fatto che “non può funzionare un paese che lavora meno degli altri per legge”.
Ciò che però risulta dai sondaggi è che il totem non è né di destra né di sinistra. Stando ai risultati di questi ultimi, infatti, coloro che prediligono una riduzione dell’orario di lavoro sono soprattutto gli operai, mentre i dirigenti preferiscono accumulare i giorni di vacanza nei wek-end. Ciò sta a dimostrare la difficoltà di adattare una legge in una società dove vi sono esigenze individuali sempre più differenziate.
Il governo della “gauche” è arrivato ad una pragmatica decisione, adottando lo stratagemma della deroga e scegliendo la tattica “dell’assouplir” (che significa ammorbidire) gli effetti senza cancellare i principi, per non scontentare nessuno e per far si che il buon senso sconfigga l’utopia.
Verrà alzato il tetto delle ore straordinarie consentite (da 180 a 220) e sarà favorita la contrattazione di settore, per permettere la ripresa del mercato.
L’assemblea nazionale punta dunque ad un compromesso che sembra tener conto delle posizioni e degli umori sociali senza mandare in soffitta la legge.
Il dibattito che si sta svolgendo nella società francese ha avuto un riscontro anche negli altri paesi, in particolare in Italia. Anche la società italiana presenta interessi diversificati e pure da noi, si voleva da parte della sinistra qualche anno fa, introdurre la legge sulle 35 ore. Ciò che avviene in Francia influenzerà la nostra politica? Staremo a vedere...
giovedì, marzo 18, 2004
Legge Biagi: verso la flessibilità .

A due anni dall'assassinio di Marco Biagi, in un convegno internazionale promosso dalla fondazione dell'Università di Modena, viene ricordata a Roma la riforma del mercato del lavoro.
Il decreto attuativo del 10 settembre, prevede ben 43 rinvii alla contrattazione con le parti sociali, le Regioni e gli enti locali, per rendere operativi molti degli strumenti previsti.
La riforma è complicata da attuare poiché vi è un eccesso di norme. Il paradosso è che una riforma che voleva deregolamentare il mercato del lavoro ha introdotto una mole di norme troppo "pesanti". I rapporti di collaborazione autonoma continuativa sono centinaia di migliaia, la legge prevede di trasformarli in rapporti di lavoro dipendente o a "progetto". Cosa ne pensano i sindacati? Sfruttano la possibilità data dal decreto di rinviare per qualche tempo l'applicazione della nuova norma. Nel frattempo i call center continuano a mantenere migliaia di dipendenti come co.co.co. Beh, come si dice: meglio precari che a spasso! Grande novità , è la borsa telematica del lavoro che permette di far confluire liberamente tutte le richieste e offerte di lavoro provenienti da collocatori privati e pubblici (sul nuovo sistema di collocamento vedere i post su questo blog: Agenzie per il lavoro; Regimi particolari nell'intermediazione). La riforma prevede anche nuove forme di lavoro: oltre al lavoro a progetto, il lavoro a chiamata (job on call), le prestazioni prepagate e lavoro condiviso (job sharing). Secondo una nota imprenditrice, Michela Brambilla, i vantaggi per il lavoratore sono molteplici in quanto creano maggiori opportunità di lavoro.
Si, vi sono maggiori opportunità di lavoro, ma con forme precarie..
Non so fino a che punto, questa riforma può giovare a noi giovani...!
Davide Calabrese & Rossitto Laura.
domenica, marzo 14, 2004
Pensioni: Nuovo sciopero generale.

Si continua a discutere di riforma delle pensioni.
Per il momento, per la pensione di anzianità ci vogliono almeno 35 anni di contributi e 57 di età ; non a caso negli ultimi periodi, le domande di pensione di anzianità sono aumentate del 25%. I cittadini cercano di porsi al riparo da cambiamenti che peggiorano la loro situazione.
D'altra parte oggi vengono stipulati contratti di lavoro non più a tempo indeterminato; ma rinnovabili, quindi non si licenzia più per giusta causa (art.18). A questo punto il governo dovrebbe pensare ad una riforma ben fatta che tenga conto delle nuove problematiche del mondo del lavoro.
Ovviamente ci chiediamo: "Perchè il sindacato si oppone?" Perchè non condivide l'analisi del Governo e le soluzioni prospettate. Il Governo ritiene che il nostro sistema previdenziale non è in equilibrio e che i contributi versati non sono sufficienti a pagare le prestazioni e che nei prossimi 30 anni i giovani riceveranno pensioni più basse e saranno costretti a pagare tasse più alte. Ma i sindacati contestano tale drasticità della situazione e la scarsa attenzione del Governo verso i giovani esposti a nuove norme del mercato del lavoro prive di tutele e diritti
A tale proposito è stato indetto uno sciopero, il 26 marzo, in cui vi sarà una protesta di 4 ore, gli uffici pubblici resteranno fermi tutto il giorno.
Speriamo che il Governo e i sindacati possano trovare una soluzione giusta a questo problema che tenga conto della cassa ma anche di un equo trattamento dei giovani lavoratori e di quelli che aspirano ad una giusta pensione!
Davide Calabrese
giovedì, marzo 11, 2004
Legge Biagi: Regimi particolari nell'intermediazione
Le università sia pubbliche che private, possono svolgere, non finalizzata a scopo di lucro, l' attività di intermediazione senza particolari autorizzazioni ministeriali. Questa attività può essere svolta da ogni singola università e fondazione e non può essere ceduta o concessa ad altro soggetto, nè può essere estesa per la ricerca del personale, selezione e ricollocamento professionale.Anche i Comuni, le Camere di Commercio e la Scuole Secondarie possono realizzare attività di intermediazione senza scopo di lucro e questa possibilità è offerta anche ad associazioni di datori di lavoro e lavoratori più rappresentative, firmatarie di contratti collettivi nazionali e ad associazioni territoriali, tenute a presentare richiesta all' Albo; ma anche i consulenti del lavoro tramite una fondazione costituita nell' ambito del Consiglio Nazionale dell' Ordine. I consulenti, però, non possono svolgere l' attività a titolo individuale. Chi di loro intende svolgere questa attività dovrà garantire che il proprio studio abbia uno spazio ben definito, da dedicare esclusivamente all' attività di intermediazione, la privacy, nonchè l' agevole frequentazione di persone disabili.
sabato, febbraio 28, 2004
Riforma Biagi: Agenzie per il lavoro

Sta per entrare in vigore, un importante provvedimento riguardante le agenzie per il lavoro, che lascia più spazio ai privati nell'ambito del collocamento. Tale provvedimento, richiede alle agenzie delle caratteristiche quali: locali idonei allo specifico uso e adeguate competenze professionali nel settore delle risorse umane o nelle relazioni industriali. Le agenzie dovranno iscriversi in un registro affidato alla direzione generale per l'orientamento del lavoro e articolato in 5 specifiche sezioni, dove potranno chiedere l'iscrizione le agenzie di:
- lavoro di tipo generalista, addette allo svolgimento di tutte le forme di lavoro a tempo determinato o indeterminato.
- lavoro di tipo specialistico, addette a svolgere attività specifiche di lavoro a tempo indeterminato.
- di intermediazione
- ricerca e selezione del personale
- ricollocazione professionale.
Le attività ammesse sono: consulenze, portierato, trasporto, cultura e organizzazione, marketing, assistenza ai clienti e edilizia. Le agenzie di lavoro richiederanno quindi un' autorizzazione provvisoria per l'esercizio dell'attività . Dopo almeno 2 anni dall'esercizio dell'attività , in seguito a verifica del loro operato, potranno ottenere l'autorizzazione definitiva.
giovedì, novembre 13, 2003
RIFORMA DELLE PENSIONI: il mondo del lavoro in sciopero
Uno degli argomenti di cui si occupano i mass-media in questi giorni, concerne le proteste contro la riforma delle pensioni presentata dal governo.Il 24 ottobre 2003; più di un milione e mezzo di lavoratori hanno partecipato ad uno sciopero generale (anche se le cifre sono diverse a secondo che vengano date dai sindacati, confindustria e questura).
Lo sciopero propugnato da quasi tutti i sindacati, si pone l'obbiettivo di far ritirare al governo la riforma, già presentata, riguardante il trattamento giuridico delle pensioni.
Il punto controverso è, in particolare, quello che riguarda l'allungamento del periodo di anzianità di lavoro, da 35 a 40 anni di contributi, prima di poter usufruire della pensione. Inoltre il trattamento economico delle pensioni va perequato agli stipendi dei lavoratori in servizio.
I sindacati, in ogni caso, promettono nuove inziative, anche diverse dallo sciopero, che si verificheranno nei giorni seguenti.
Secondo me, queste iniziative sono a favore dei lavoratori, io in prima persona, spero che l'età di anzianità di lavoro, non venga prolungato fino a 40 anni, anche perchè se ciò dovesse accadere, per noi giovani non ci sarà molta opportunità di lavoro.
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