|
|
|
|
lunedì, febbraio 16, 2009
E L'OSSERVATORIO DEI GIOVANI EDITORI SCOPRE IL WEB
Leggiamo sul corriere della sera di oggi che l'Osservatorio dei giovani editori, che consente alle scuole la lettura del Quotidiano in classe grazie alla fornitura di testate nazionali e locali di quotidiani, lancerà per l'anno prossimo una novità: agganciare tale attività al web favorendo la discussione dei giovani sulle notizie apprese in un blog.
Ma che bella idea! Peccato che non mi risulti nuova!
Questo blog è nato nel 2003 proprio per affiancare il progetto "il quotidiano in classe" E' stato uno dei primissimi blog didattici, strumento scoperto, poi, anche dal ministero.
Toh, questi insegnanti, così poco incentivati fanno ricerca didattica, sono precursori delle nuove tendenze, magari vengono copiati da chi poi si fregia del know how avendo più voce in capitolo.
Per il vero l'Indire ha riconosciuto a questo tipo di didattica quotidiano + blog la qualità di "Best practice" ma come al solito un premiuccio del tipo:"conta il pensiero..!"
martedì, marzo 06, 2007
P O V E R A SCUOLA....
arretra nella crescita della spesa pubblica, eppure dovrebbe risolvere tanti problemi della società odierna...
Uno studio dell'Istat ha esaminato sedici anni di spesa pubblica in Italia (dal 1990 al 2005).
L'indagine statistica riporta in milioni di euro le spese sostenute dalle Amministrazione pubbliche per le principali funzioni (servizi generali, difesa, ordine pubblico, protezione dell'ambiente,
istruzione, salute, protezione sociale, ecc.).
Dai dati Istat rielaborati da Tuttoscuola, risulta che il tasso di crescita della spesa per l'istruzione (+73%) e' stato inferiore a quello della spesa pubblica totale (+84%). E nettamente piu' basso riguardo ad altri settori (Difesa +111%, Sanita' +122%, Protezione sociale +127%).
L'istruzione, che pure partiva in Italia da un grave deficit rispetto alle risorse ad essa destinate dai principali paesi, in questi anni ha perso terreno nelle scelte di investimento del nostro Paese. Eppure tutti governi che si sono succeduti dicharavano ...A PAROLE... di avere a cuore un settore così delicato come la scuola.
Basti solo pensare che gli stanziamenti per il funzionamento didattico e amministrativo e i fondi per l'autonomia degli istituti scolastici sono passati dai 590 milioni di euro del 2001 ai 303 del 2006 (-49%).
Se non ci fosse stato un tale depauperamento di risorse, forse la scuola oggi disporrebbe di più attezzature, migliori edifici scolastici, personale scolastico più motivato e più preparato a fronteggiare fenomeni sociali che sono sotto gli occhi di tutti.
Dinanzi a questi dati il ministro Fioroni promette un'azione di rilancio del sistema istruzione: investimenti, stipendi equiparati ai livelli europei per i docenti, ed il presidente del Consiglio ribadisce la necessita' per il nostro Paese di dotarsi di un organico sistema di formazione tecnica superiore, parallelo a quello universitario, per vincere la sfida dello sviluppo economico e della competizione.
E la scuola sta ad apettare assolvendo come può il proprio compito....
venerdì, maggio 05, 2006

Dall'esperienza didattica di questo blog agganciato al "Il quotidiano in classe", selezionato da Gold-Indire tra le buone pratiche della scuola italiana, nasce il progetto di estensione dell'attività ad altre discipline.
Visiona i link:
Cronaca & Dintorni
Geografiaturistica
SolidaRmente
Azienda&Finanza
Nei commenti una breve descrizione dei nuovi blog che mi auguro possano diventare validi strumenti di lavoro scolastico e di scambio di informazioni ed opinioni anche oltre l'aula.
domenica, aprile 23, 2006
Si parla di scuola
Secondo uno studio recente, i docenti di ruolo lavorano 1.660 ore in un anno, i supplenti 1.580 ore. Fra tutti i docenti, sono quelli delle scuole superiori, con 1.677 ore annue, a dedicare maggior tempo alla scuola.
Assorbono maestre e prof : le lezioni curricolari con gli alunni (518 ore annue), 'la programmazione e la preparazione delle lezioni' (283 ore) - attività svolte prevalentemente a casa - 'i corsi di aggiornamento e di autoaggiornamento' (133 ore) e la cosiddetta 'elaborazione/valutazione/documentazione' (132 ore). Ci sono poi i compiti da correggere, i colloqui con i genitori, le riunioni, gli scrutini e gli esami e mille altre attività che spesso tengono a scuola i docenti ben oltre l'orario canonico.
Un lavoro difficile
'Le frequenti riforme e l'introduzione di nuove leggi', per le quali gli insegnanti sono costretti a continui aggiornamenti e aggiustamenti del loro modo di agire in classe e di pensare,
'L'insicurezza relativa all'età pensionabile e l'importo della pensione',
'l'incapacità di interrompere i pensieri di lavoro') neppure quando si trovano a casa,
'l'alto numero di alunni per classe' e 'gli alunni con problemi comportamentali',
grande responsabilità nei confronti degli alunni, delle famiglie e della società tutta
lo sforzo di 'concentrarsi durante le lezioni' e programmare le stesse. Stessa cosa per la valutazione (attraverso i giudizi o i voti) che diventa faccenda complicata perché spesso gli alunni presentano 'problemi personali e socialì e le famiglie chiedono alla scuola 'di integrare l'azione educativa degli stessi genitori'
Leggi l'intero articolo
sabato, marzo 11, 2006
A PARIGI GLI STUDENTI PROTESTANO
La Sorbona è occupata e questo non accadeva dal maggio '68.

Il corriere della sera di oggi parla dell'accademia della Sorbona situata a Parigi che è stata occupata dagli studenti.
C'è una differenza sostanziale tra il '68 e oggi. E' che allora gli studenti, finita l'università trovavano subito un lavoro; adesso gli studenti protestano contro il CPE (contratto di primo impiego) voluto dal Premier Villepin per facilitare l'ingresso ai giovani nel mondo del lavoro. Secondo la norma approvata, gli imprenditori possono assumere ragazzi fino a 26anni e possono licenziarli in ogni momento senza offrire alcuna giustificazione.
Penso che il motivo della protesta che si sta svolgendo a Parigi, sia un problema di tutti i ragazzi d'Europa, nella società di oggi, ormai, trovare un lavoro subito dopo gli studi è diventato veramente difficile.
sabato, febbraio 18, 2006
Metà degli studenti legge ma non capisce?!...

Ormai è diventata una fatica capire quanto si legge, infatti si è visto attraverso un sondaggio pubblicato sia dal corriere della sera che dalla stampa, che uno studente su due non ce la fa a capire ciò che legge. Non si sa se la responsabilità sia dovuta al fatto che ormai la scuola è diventata obbligatoria ma è un dato che la metà degli studenti italiani non sanno leggere e per la matematica la situazione è ancora più tragica.
Da un anno a questa parte il ministro dell'istruzione si è dotato di un proprio istituto di valutazione, è venuto fuori che le scuole elementari sono le migliori scuole, c'è un peggioramento man mano che si procede dalle classi più basse a quelle più alte, si è poi notato anche che le ragazze sono più preparate dei ragazzi.
Man mano che si procede nel cammino scolastico, aumenta la percentuale di studenti con accumulo di "debiti" a causa di lacune pregresse e mai colmate.
sabato, gennaio 22, 2005
La riforma del secondo ciclo dell'istruzione
Vegono finalmente rese note a tutti i comuni mortali le scelte operate dal Ministro e dal suo staff in ordine al destino della Scuola superiore.
Naturalmente per dirlo con le parole del ministero:
- il sistema dei licei si connota per il carattere propedeutico dei relativi percorsi rispetto alla prosecuzione degli studi a livello post-secondario in ambito accademico e non;
- Il sistema della IFP (Istruzione e Formazione Professionale) si connota per il carattere terminale dei relativi percorsi rispetto all'inserimento nel momdo del lavoro e delle professioni
Licei senza indirizzi
L'orario settimanale obbligatorio e' previsto in 30 ore nei
primi quattro anni di tutti i licei senza indirizzi (classico,
scientifico, linguistico, scienze umane), ed e' composto di 27 ore
uguali per tutti nel primo biennio, compresa l'ora di
religione/attivita' alternativa, che diventano 28 nel secondo biennio.
Le altre ore, per arrivare a 30, sono "opzionali obbligatorie" (3 nel
primo biennio, 2 nel secondo): si dovra' scegliere tra area
linguistica-espressiva e area matematica-scientifica "ivi comprese le
scienze motorie" (che nell'orario di base hanno solo 1 ora). Nel
secondo biennio, in aggiunta alle 30 ore, ci sono altre 3 ore
"opzionali facoltative", per favorire la personalizzazione degli
itinerari di apprendimento.
Nell'anno finale le ore obbligatorie uguali per tutti (ovviamente
all'interno di ciascuno dei quattro licei): scendono a 25, cui si
aggiungono 3 ore "opzionali obbligatorie" per gli approfondimenti
legati alle successiva scelte universitarie e due ore "opzionali
facoltative".
Licei con indirizzi
Primo biennio:
a) economico e tecnologico: 30 ore (27+3 opzionali obbligatorie, come
per i licei senza indirizzi)
b) artistico e coreutico-musicale: 33 ore (27+6 opzionali
obbligatorie)
Secondo biennio:
a) economico: 33 ore (27+6), piu' 3 ore opzionali facoltative
b) tecnologico: 33 ore (25+8), piu' 3 ore opzionali facoltative
c) artistico e musicale-coreutico: 33 ore (30+3 laboratori
obbligatori), piu' 3 ore opzionali facoltative
Ultimo anno:
a) economico: 30 ore (25+5), piu' 3 ore opzionali facoltative
b) tecnologico: 33 ore (25+8), piu' 3 ore opzionali facoltative
c) artistico e musicale-coreutico: 33 ore (30+3 laboratori
obbligatori), piu' 3 ore opzionali facoltative.
Quindi i 4 contenitori ( licei) si articolano in ben 17 indirizzi .
Per il liceo economico (sarebbero 2: aziendale e istituzionale, ma il primo si subarticola in
3 "approfondimenti di indirizzo"), 8 per il tecnologico (meccanico,
elettrico-elettronico, informatico e comunicazione, chimico, sistema
moda, agrario, territorio e costruzioni, trasporti), 3 per l'artistico
(arti figurative, architettura design ambiente, audiovisivo
multimedia), 2 per il coreutico-musicale.
Schema di decreto legislativo concernente le norme generali relative al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione ed i livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale,
Schema di decreto legislativo concernente la definizione delle norme generali relative all'alternanza scuola-lavoro
Vedi anche il documento illustrativo delle scelte
martedì, gennaio 18, 2005
L'INDAGINE OCSE
SUGLI STUDENTI DELL'UNIONE EUROPEA
Noi studenti italiani risultiamo al 25° posto per quanto riguarda la letteratura, intesa come capacità di leggere ed interpretare i testi, mentre nel 2000 eravamo al 20° posto; siamo al 26° posto per quanto riguarda la matematica, nel 2000 eravamo al 23° posto; al 23°posto nell'ambito delle scienze naturali, mentre nel 2000 eravamo al 22°posto; ed ancora al 26° posto per quanto riguarda la capacità di "risolvere problemi" (nuova categoria introdotta dal Pisa, acronimo che sta per Programme for International Student Assessment).
Restano stabili alla classifica invece, tutti gli altri paesi,in particolare, Finlandia, Corea e Canada che risultano ai primi posti. Ciò sta a dimostrare come negli ultimi tre anni gli studenti italiani non hanno fatto altro che peggiorare; inoltre l'arretramento in matematica è un dato che spiega il deficit di iscrizione ai corsi di laurea scientifici.
Eppure tutto ciò sembra non sfiorare nessuno poichè non si mette in moto alcun sistema per migliorare la situazione.
Una globalizzazione più "umana"?
Negli Stati Uniti il 95% della richezza è costituita da "Capitale Umano" e cioè da un patrimonio composto da tutte le conoscenze,capacità, tecniche ed esperienze necessarie agli esseri umani per svolgere attività di trasformazione e creazione.Le componenti principali che determinano il capitale umano, sono oggi individuate nell'istruzione e nell'informazione.
Per Antonio Fazio, governatore della banca d'Italia (La Stampa 4/12/2004) l'istruzione è un prerequisito fondamentale affinchè la popolazione sia in grado di esprimere una quantità e una qualità adeguata di capacità lavorativa e la capacità di fondere civiltà diverse, sono punti di forza per il futuro cammino.
Viene al pettine dunque anche il nodo della globalizzazione.
Nella società moderna non vi sono ancora adeguati strumenti istituzionali che consentano di governare il sistema globale ( ne è tragicamente prova il disastro, in termini di perdita di vite umane, causato dallo Tsunami nel Sud Est asiatico, in alcune località un megafono ha fatto la differenza). La globalizzazione è il risultato dell'enorma sviluppo dell'informatica che consente di trasferire istantaneamente informazioni, dati, capitali finanziari in ogni parte del globo ma essa ha accentuato i divari tra i paesi e le aree geografiche con nuovi rischi, squilibri e tensioni.
L'istruzione e l'equa diffusione del sapere e delle tecnologie possono e devono fare la differenza.
Concetta Bonomo
giovedì, novembre 04, 2004
COSTITUZIONE EUROPEA
Nella stessa sala, in Campidoglio a Roma, dove 47 anni fa: 25 marzo 1957, sei Paesi: Belgio, Francia, Italia, Olanda, Lussemburgo e Germania firmarono i Trattati che istituivano la Comunità economica europea (Cee) e la Comunità europea per l'energia atomica (Euratom), il 29 ottobre, venticinque Paesi (oltre ai sei primi firmatari, anche Austria, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Grecia, Spagna, Irlanda, Lettonia, Cipro, Lituania, Ungheria, Malta, Polonia, Portogallo, Svezia, Finlandia, Slovacchia, Slovenia e Regno Unito), i tre candidati all'ingresso in Europa (Bulgaria, Romania e Turchia) e la Croazia in veste di osservatore hanno firmato la Costituzione europea.
Scorriamone il testo e cerchiamo di cogliere, anche in modo critico, gli elementi di novità .
La carta europea si interessa anche della scuola: all'articolo II, comma 14 si sancisce il diritto all’istruzione:
"Ogni individuo ha diritto all’istruzione e all’accesso alla formazione professionale e continua. Questo diritto comporta la facoltà di accedere gratuitamente all’istruzione obbligatoria".
Si sarebbe forse potuto dire qualcosa di più, invece all'art. III-283 si parla espressamente di "esclusione di qualsiasi armonizzazione delle disposizioni legislative e regolamentari degli Stati membri" in materia.
domenica, luglio 25, 2004

Sarà anche una scuola sicura...?
In questo post dati tratti da "Ecosistema scuola 2004", l'indagine di
Legambiente sullo stato di salute delle strutture della scuola
dell'obbligo.
Le scuole che si trovano in aree a rischio industriale o in
prossimita' di elettrodotti sono quasi raddoppiate rispetto all'anno
scorso e resta preoccupante il quadro degli edifici scolastici che si
trovano in prossimita' di fonti di inquinamento, quali aree
industriali (8,85%), antenne radio televisive (6,91%), strutture
militari come polveriere e radar (1,89%), aeroporti (1,53%),
discariche (0,56%) ed elettrodotti ad alta tensione (4,34%). Aumenta
anche il numero di scuole che si trovano a meno di 60 metri da
distributori di benzina (1,30%), preoccupante fonte di benzene e di
pericolo incendio. Rimane costante la quota di scuole esposte ad
inquinamento acustico (2,37%) o troppo vicine ad autostrade (1,13%)
E i motivi di preoccupazione per l'edilizia scolastica
non finiscono qui.
Piu' di 2 scuole su 10 si trovano in zona sismica (valore da ritenersi
sottostimato, dato che molte amministrazioni comunali non dispongono
di una mappatura completa del rischio ambientale).
Ancora troppo diffusa e' la presenza di amianto, che raggiunge circa
il 15% degli edifici scolastici. A Genova i casi di amianto
certificato sfiorano il 30%, a Torino il 24%. E a La Spezia i casi di
amianto sospetto nelle scuole arrivano al 46%.
L'azione di bonifica ha riguardato quest'anno solo il 7% dei casi
certificati. Inoltre, denuncia Legambiente, del tutto sottovalutata e'
la presenza di radon, un inquinante che ancora non e' entrato
nell'attenzione degli organismi preposti alla salute pubblica. Gli
unici Comuni che dichiarano di avere effettuato anche delle opere di
bonifica dal radon sono Napoli e Udine.
venerdì, aprile 02, 2004
Scuola, cresce il divario tra nord e sud
Dalla tesi di una ricerca che lo SVIMEZ (Centro Studi per lo sviluppo del Mezzogiorno) ha presentato a Roma su un' analisi territoriale dei percorsi scolastici e formativi, si è scoperto che più scuola corrisponde a più occupazione. Il Sud è cresciuto negli ultimi anni ma è cresciuto ancora di più il Centro-Nord, per cui il divario tra Nord e Sud è aumentato.
La lotta all'abbandono scolastico sta dando i suoi frutti anche se nelle isole maggiori si abbandona la scuoladue volte in più rispetto alle Marche e all'Umbria. Nel Sud su 1000 ragazzi soltanto 354 si iscrivono all'Università e soltanto una parte arriva alla fine. Inoltre i ragazzi del Sud preferiscono avviarsi verso studi umanistici che trovano poco spazio nel campo del lavoro.
Molti di questi preferiscono cercare il lavoro nel Nord. Le cause sono da addebbitare alla situazione delle strutture scolastiche del Mezzogiorno che spesso sono carenti di laboratori, biblioteche, palestre e computer. Certamente i finanziamenti sono scarsi, ma molto è dovuto alla cattiva amministrazione.
E con la Devolution il divario crescerà ancora di più??!!!!.....
Tania Limpido
martedì, febbraio 03, 2004
La riforma della scuola 
La prima parte della riforma della scuola, quella che riguarda l'infanzia e il primo ciclo d'istruzione è stata varata, anche se rimangono perplessità da parte degli operatori scolastici e delle famiglie su punti quali: il tempo pieno, l'insegnante tutor ecc.
I punti salienti della riforma
Il nuovo sistema d'istruzione
sabato, gennaio 24, 2004
La riforma Moratti
Le tre commissioni parlamentari (cultura e istituzione di camera, senato e bilancio di Montecitorio), hanno approvato il provvedimento sull'infanzia e il primo ciclo di istruzione. Si attende a giorni, l'ok dalla quinta commissione parlamentare di "Palazzo Madama".
Il consiglio dei ministri dovrà approvare definitivamente il decreto. Tale riforma riguarda le modifiche sull'orario scolastico e sulla presenza dei docenti nelle mense; inoltre nella secondaria di primo grado il Parlamento, vuole introdurre una riforma per far si che le scuole provvedano ad adeguare la configurazione delle cattedre e dei posti di insegnamento ai nuovi piani di studi, allegati al decreto.
La commissione della camera, pone tempi brevi per definire tutti i regolamenti concernenti le indicazioni nazionali dei piani di studio.
Lucia Ricciardetto & Vitrano Emanuela
|